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“Il
Venditore di Palloncini e altre storie”,
1995/97 Dal
1997 svolge un’intensa attività di promozione culturale, sia attraverso
la presentazione di altri autori, sia per l’organizzazione di recital e
incontri presso associazioni culturali e teatri. “Slanci
e Partecipazione – 15 poetesse fiorentine”,
Bastogi. Collabora
alla redazione della rivista culturale Punto di Vista. E’ nata sotto il segno dell’Acquario. ************ PENSIERO
DI DONNA
Dopo
un anno dalla prima pubblicazione Gaetano Quinci, dopo aver letto le mie
poesie, mi convinse a pubblicare una silloge, progetto che si concretizzò
con il gruppo dell’Accademia Vittorio Alfieri e il titolo “Il
Percorso”. Nella scelta dei testi, visto che le poesie che avevo a
disposizione erano tante e accoglievano periodi diversi,
dall’adolescenza alla maturità, operai uno scempio buttando via tutto
quello che non sarebbe andato a far parte del libro. Anzi, ricordo di
avere conservato solo cinque poesie dell’adolescenza. Non mi sono mai
pentita di quel gesto perché ritengo che qualsiasi forma di arte sia
trasformazione e cambiamento continuo. Il libro ebbe successo sia per la
poesia singola che come libro edito, per quest’ultimo ritirai due primi
premi a Formia e a Pompei. Dopo due anni tornai alla narrativa con un
nuovo libro di racconti molto diverso dal primo, perché affondava le sue
radici nel reale, nel quotidiano. Il libro era nato in ricordo di una
persona carissima (Pia Magherini) alla quale dedicai il racconto che
raccoglieva la titolazione, appunto “L’Azalea”. Ancora con
Ibikos ripetei l’esperienza del Salone del libro di Torino, nel 1998.
Nei confronti di questo libro ho tutt’ora un complesso di colpa per
averlo ingiustamente trascurato perché dal 1997 avevo iniziato i primi
lavori di critica letteraria, sollecitata da poeti e scrittori.
Un’esperienza che all’inizio mi creò ansia ma che portai avanti con
grande passione. Quindi la mia vita si divideva fra famiglia, lavoro,
scrittura personale e per gli altri. Insomma ero sempre in guerra con il
tempo e la stanchezza si faceva sentire, ma ero solo all’inizio. Nel
2000, complice un’estate nella quale il bisogno di scrivere poesia era
divenuto un’urgenza imprescindibile, composi tutte d’un fiato le
poesie del libro “Colore di donna” (Pietro Chegai)
che, per anni, ho dichiarato pubblicamente come mio libro
preferito. Mi ritrovavo, e mi ritrovo anche adesso, nei versi ”sono
il guerriero/disarmato al vento/la musica che prega/e si consuma.
Con “Colore di donna”, per il quale Giovanna Fozzer
scrisse la prefazione, varcai i confini nazionali, vincendo un premio in
Svizzera ed ero molto felice per le lettere al femminile, e non solo, che
ricevevo da ogni parte d’Italia. Credo che la maggiore soddisfazione in
fondo, per chi scrive, avvenga quando le persone si riconoscono nelle
emozioni e negli intenti che hanno provocato la scrittura. Dopo
“Colore donna” nacque, sempre in un’estate fantastica, un
libro di racconti dedicati alla donna, anzi alle “Donne in fuga”.
Sei personaggi mi vennero a trovare sulla riva del fiume ed io non potei
fare a meno di narrarne la storia. Enrico Nistri, giustamente scrisse
nella sua introduzione al libro, che la fuga era dai peggiori mali del
mondo e da e per se stesse. Il
libro era piaciuto in modo particolare all’amico Alessandro Resti,
psicanalista, con il quale, insieme alla poetessa ed amica Flora Gelli
avevamo condotto un ciclo di conferenze atte a dimostrare la connessione
fra poesia e psicologia. A lui affidai la prefazione e la pubblicazione si
concretizzo con Sassoscritto. Il mio racconto preferito era, ed è
tuttora, Esterina (una storia di follia) e ogni tanto ritorno sulla riva
del fiume a ritrovare i miei personaggi. Con “Donne in fuga” vinsi il primo premio narrativa al Versilia 2003. Nel
frattempo continuavo a presentare autori, organizzare recital, spesso
augurandomi, per la stanchezza, che fosse l’ultima volta, ma non ci sono
mai riuscita, anzi devo dire che ho incrementato questa mia attività. Da
circa tre anni sono socia del Centro d’Arte Modigliani, all’interno
del quale faccio parte del Consiglio Direttivo, occupandomi della
letteratura, e non solo, perché con i pittori ho un rapporto eccellente e
da alcuni anni scrivo anche per la pittura. Il
ritorno improvviso alla poesia è stato una rabbia, una provocazione,
quasi un tormento e vorrei dire anche un intrigo ed è sfociato
nell’ultimo libro “Un vestito di niente” che ho pubblicato
nel 2005, recentissimo quindi, e la prefazione molto bella di Paolo
Ruffilli. Il libro è in corso di presentazioni ed ha già avuto diverse
importanti recensioni. Che altro raccontare? Nel 2004 ho ideato e condotto
al Teatro di Rifredi a Firenze un recital di grandi autori dal titolo
“Estasi e suggestioni di vita e di morte” ed ho anche aderito ad
un’iniziativa della casa editrice Bastogi per l’antologia “Slanci e
partecipazione - 15 poetesse fiorentine”, curata dal critico Lia Bronzi.
Soprattutto mi ha affascinato l’idea di essere insieme, ognuna con
esperienze e modalità diverse di scrittura, ma insieme. I luoghi fiorentini dove presento sono le Librerie, le Associazioni, il Centro d’Arte Modigliani e il Caffè Storico Letterario Giubbe Rosse. Nel mese di aprile 2005 ho organizzato un incontro con il Prof. Giorgio Barberi Squarotti proprio alle Giubbe Rosse, presentando con Giuseppe Baldassarre e Massimo Mori. Da sette anni organizzo con Flora Gelli e Carlo Bini il Concorso Semaforo Rosso che accoglie anche le poesie dei giovanissimi. A
proposito, sono nata il 13 febbraio 1955 e per festeggiare il mezzo secolo
ho fatto una grande festa agli Uffizi Center con un’anteprima del libro
“Un vestito di niente” (che adesso nel mio cuore ha spodestato
“Colore di donna”). La
mia stagione creativa è l’estate (giugno/settembre) e per scrivere amo
i luoghi aperti, in plein-air, come facevano gli impressionisti. Credo profondamente nell’amicizia, come uno dei valori massimi della vita. Ciao a tutti. Roberta
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